Caro Prof Alessandro,

come ti avevo anticipato,approfittando di una visita in Abruzzo della Senatrice Adriana Poli Bortone ho avuto modo di porgerle i tuoi saluti che ha ricambiato con un sorriso chiedendomi di ringraziarti..Dopo il suo impegno a Montesilvano,la Senatrice si è spostata a L’Aquila per una conferenza ed ha accettato volentieri di visitare il Villaggio di Picenze,nonostante i tempi contenuti che aveva a disposizione. Quando è arrivata sul posto,mostrandole le case realizzate da ForLife,le ho spiegato che si è trattato del primo intervento non governativo che ha visto concretamente la luce nel cratere del terremoto e pur apprezzando e lodando l’iniziativa è stata colpita dal fatto che non si percepivano elementi tipici della vita di relazione di un paese. Questo accadeva il 5 gennaio,vigilia dell’Epifania,ancora in clima natalizio,ed è rimasta attonita quando le ho fatto notare che intorno mancava un qualsiasi segno che riconducesse al periodo di festa:luminarie,alberi di Natale etc. 

Successivamente si è recata a L’Aquila per la sua conferenza e nel corso del suo intervento si è visibilmente commossa quando,parlando della tragedia del terremoto,ha riferito su ciò che aveva toccato con mano poco prima a Picenze,descrivendo una nonnina che,assorta nei suoi pensieri,seduta sull’uscio della sua preziosa casetta,cercava di catturare il tepore degli ultimi raggi di sole di quel tardo pomeriggio della vigilia dell’Epifania……….chi potrà mai sapere quante volte negli anni passati,in quegli stessi momenti in cui quel giorno che l’abbiamo incontrata cercava d’ingannare il tempo che passava,era invece intenta a riempire di doni le calze da far trovare ai propri bambini per il giorno dell’Epifania……….forse tra i pensieri di quella nonnina saranno riaffiorati,tra tanti sospiri,anche i ricordi di una vita normale. 

Cordiali saluti Marco